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Fausta Squatriti, Poesie

19 Juil

Poesie

Fausta Squatriti

Fausta Squatriti

Fausta Squatriti è artista multimediale e letterata. Ha svolto inoltre una intensa attività come editore di multipli e libri d’arte in edizione numerata, realizzati con grandi maestri del ‘900, dal 1964 al 1998. Docente all’Accademia di Brera, è stata più volte visiting professor alla University at Manoa, Honolulu, ha tenuto seminari e conferenze in Italia e all’estero, dove ha esposto le proprie opere in gallerie private e Musei. Ha esposto nel 2009 in una personale al Moscow Museum of Modern Art e nel al Centre Pompidou, nella mostra Elles.  Nell’85 è stata curatrice della sezione Arte e scienza: colore, alla Biennale di Venezia. Suoi saggi e poesie sono stati pubblicati su riviste Alfabeta, Concertino, Meta, Il Verri, La Mosca, Testuale, Kiliagono, rivista internazionale Incontri (Amsterdam) con un saggio di Matteo Brera, e altre. Le sue poesie sono edite da Vanni Scheiwiller. Un gruppo di poesie è stato tradotto e pubblicato in ebraico, inglese, franceze.

Premio Scrivere Donna, 2010.

Premio Montale per l’inedito, 1985.

 http://www.faustasquatriti.com/

 

Per mio fratello Sergio fuggito da vent’anni

 

Insonne in mia compagnia

metto a fuoco il diario di notturne angosce, mentre

il tuo tempo si consuma tra idraulici e muratori

le nostre risate ieri al telefono

ma ho anche voglia di toccarti;

ancora pago con sussulto ricordo

rimorso di vivere

invece del giovane biondo sportivo

certo più adatto di me per questa vita

ma anche dovere imposto accettato, disciplina.

Inseguo con una vestaglia felpata

così poco attraente se non mi desse calore

tutti i pensieri come grandine estiva.

La mente in stasi

il corpo immutato (mi dicono) ma io sacrosanti

vedo i segni del trascorrere

neppure un minuto indietro troppo alto

il riscatto, ancora mi aiuta l’ironica attesa

del tempo che verrà

le lacrime pungono tra le ciglia

sciacquano il trucco accurato rimmel

cambiata la federa nascoste le tracce più non posso

attendere che l’odore di disinfettante

svanisca dalla sua stanza di ragazzo

di diciassette anni soltanto

non più cambiare casa, sono io qui dentro

non soltanto il mio corpo astrale.

 Dal libro “Temperatura ambiente” 1975/1978

 

 

 Terraferma 

Vasta la terra la campagna è piccola

quattro uomini su di lei

rende denaro, la domanda-risposta della paura

per perdere-acquisire, nozione delle proprie forze

il mondo è piccolo ma cattivo

inevitabile la sua ospitalità prezzolata

una cornice di seta per chi nasce venerdì diciassette

(non siamo nati poveri)

il vapore della cucina cinese

nelle chicche della nostra golosità

altri impegni trasmessi via, la mia mano, e

la mia intelligenza come il tubo di Oldenburg,

geniale razzismo della latinità,

l’Africa è così lontana, non si cambia tema al trauma.

La legge degli opposti e lo sciabordia del vago

caffè con panna l’eleganza tangibile del dolce

brizzolata natura melange

non è difficile credere alle voci

se i santi le hanno sentite, meglio vegliare

se la notte porta il consiglio promesso

infortunio della mente, la primaverile saga

dovrai esportarmi in Turchia se il seme disperso

anomalo della mia vita divulga

creativo panico in questo cauto tempo di peso e misura.

Dal libro “Temperatura ambiente” 1975/1978

 

Tempo di nozze

 

Congiungimento di tempo ad eterno

(costretto) declina

generosità alla poesia.

Fiera contrita

castra continenza in fuga d’estasi

e natura ridotta per terapia

licenzia piacere.

All’eremo si affaccia l’invasore. Reca

bozza di contratto d’accudimento

ma la venere di Chernell

ha perduto la testa.

La si può cercare

nel baule di vimini saggiamente situato

a lato della ghigliottina

nel lindo museo di quella prigione

famosa per lo zelo del boia.

Pace di comodo finge simmetria.

Si deve levigare la perfezione e

nel romanzo della ragione

non si sposa più nessuno.

 Dal libro “Della discordia e del suo credo” 1988/1993

 

 Alla sorgente

 

A Fedele

 

 

Il disguido del fato

smarrito un passato inglorioso

dimentica la sindone

tra altrui lenzuola. Briciole

scambiate per intero pasto

saziano il ladro.

Dopo ogni incontro

si prega di rigovernare il campo.

Lo sponsor si crede guardiano

assapora l’inganno.

Fascino ricusato

cresce prestigio

consola il passatempo

rubando lo spuntino.

Prosciugare assorbire stornare depennare.

Sul monte il rifugio è già allestito

ma la virtù staziona

in pena di senso comune.

Per bere oggi alla sorgente

bisogna pagare l’invito.

 Dal libro “Della discordia e del suo credo” 1988/1993

 

Vietato entrare

 

Sorte senza risposta

scava della fuga il tunnel

nel disordine di soccorsi lasciati a metà.

Sia il mazzo di carte a decidere

nessuna cautela

mentre

granaio sventrato sparge farina.

Vita di formica

da morte violenta azzerata

odio disciolto in prognosi

esame mal fatto

riconduca acconci rimedi

nelle strette vene.

Poesia sia fatta in poesia.

 Dal libro “Vietato entrare” 2010/2012

 

 Opere letterarie (selezione)

 Fausta Squatriti

Fausta Squatriti, Poésies. Anthologie (1960-2012) bilingue, français-italien, traduction en français de Bianca Maria Altomare et Alberto Lombardo, Paris, L’Harmattan, 2016.

Fausta Squatriti, Pollice verso. Storia di un arazzo, arte e industria nella Milano di fine ottocento, Nardini editore, 2015.

Fausta Squatriti, La Cana (romanzo), Puntoacapo, 2015.

Fausta Squatriti, Filo a Piombo 2004-2009 , Pescara, Tracce, 2010 ; Premio Scrivere Donna.

Fausta Squatriti, Crampi (romanzo), Abramo editore, 2006.

Fausta Squatriti, Carnazzeria. Poesie e collages (Quaderni di Testuale. Scritture e Visualità), 2004.

 

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